Non ci sono stelle.
Il cielo giallo della misericordia… dove sta la bugia?
Solo menzogne. Wundervoll. Pieno di miracoli, il mondo.
E senti in lontananza il bisogno… si avvicina silenzioso, poi scende a cascata sul corpo mortifero.
Giallo, il cielo. Vento da nord-est che vorrebbe spazzare la pelle, i nervi, i muscoli e mostrare il cumulo di ossa del mondo.
Cenere sopra la spazzatura, spazzatura sopra il carbone, il carbone dentro al fuoco, il fuoco sopra il nulla.
Devoto e misterioso contratto con la morte. La vita è ineluttabile quanto la morte. Nascere dal caos e precipitare di nuovo nel tetro.
Solitudine di un corpo lasciato a divorare se stesso.
La saggezza deriva dall’incontro prematuro e ammonitore della morte. Sapore dolceamaro della fine scampata.
Ogni giorno incompleto è il desiderio di abbracciare la morte, e rimettere il corpo nell’ordine del Caos.
Suona piccola anima, nello specchio che ti fa paura ci sono solo ombre… proprio ciò che è inconsistente fa paura, vero? Ciò che sfugge, che è perso in un battito di palpebre. Tenere ali di colomba che hai perso prima di iniziare a volare. È dolce nell’orecchio il respiro di tua madre. Maledetta memoria che ricorda di aver vissuto e che genera rimpianti in ciò che non ha più consistenza.
Mi lascio circondare dalle ombre, è troppo sottile la linea che divide loro dalla vita. Così non saprò più se vivo, sogno, o sono già l’incubo di un’ombra senza nome.
Bonnie Richmond