once upon a time

Could I be a princess and live in a castle?

Mein Schloß ist die Irre, ich brauche nichts mehr.

Und dabei kuschele ich mich, mein höchste Kissin ist immer unten meinem Po.

Wie auf einem Zauberteppich kann ich fliegen, oh ja.

So ist vorbei.

Reicht es so wenig, um die Seele wieder aufzuräumen? Ja, nur einigen Gelegenheiten. Und ein grünen Mantel.

Kling, Glöckchen, klingeling…

Bonnie Richmond

Don’t let it break your heart


Glockenspiel

Einfach traumhaft. Ein Leben bedeutet nichts, wenn du das nicht vollig lebst. Zu viele Lüge, zu viele Bedauern.

Meine Zwanzige sind schon vorbei. Wie ein Tanz in dem Himmel. Nein, ich habe zu viel gekämpft.

Tödliche Noten in einem süssen Melodie, das soll mein Schicksal sein.

Alle sind sehr weit von hier, und nur meine Wünsche singen.

 

Nachtruhe, Nachtlieder kommen kaum zu mir. Bitte verschwunden mich…

Sonne bleib ruhig hinten den Berge, ich will nur den Mond, rund und silber, sie kennt mich schon…

…und schweiget.

Warst du dabei? Allerdings bist du da, meine kleine süße Seele.

Es ist endlich die Zeit, aufzupassen und zuzuhören.

Du bist mein Glockenspiel, meine Seele. Sing noch für mich, ewiglang.

Halt mich an dir fest.

Bonnie Richmond


Bye bye mon amour

Ed è così vivere. È solo il folle desiderio di un ironico creatore. Non è che il gioco di un demiurgo annoiato.

È l’ora delle streghe, quando si avvicina la mezzanotte. Le tre è l’ora delle fate.

Le tre. L’ora degli incantesimi, degli incontri astrali, delle filosofie planetarie.

Le tre. Quando anche il demiurgo sembra stregato dal sonno e le marionette tentano di prendere vita.

Bye bye mon amour.

Il paradiso è fatto solo per chi non ha coscienza del peccato.

La conoscenza, il desiderio incontrollabile di scoperta non ha limiti etici. La volontà di meravigliarsi, la necessità di novità supera il bene e il male, ciò che è giusto e sbagliato. È bisogno come il cibo e l’acqua.

Bye bye mon amour. Sei struggente e sfuggevole, piena di stupore di te stessa. Forse a te resta un po’ di paradiso, tu che non hai ancora coscienza del mondo, tu che sai cantare come il grano mosso dal vento. Il cielo si specchia nei tuoi occhi trasparenti, e grazie a quegli occhi io posso vedere la speranza celata nel fondo.

Bonnie Richmond


immagini dal Caos

Non ci sono stelle.

Il cielo giallo della misericordia… dove sta la bugia?

Solo menzogne. Wundervoll. Pieno di miracoli, il mondo.

E senti in lontananza il bisogno… si avvicina silenzioso, poi scende a cascata sul corpo mortifero.

Giallo, il cielo. Vento da nord-est che vorrebbe spazzare la pelle, i nervi, i muscoli e mostrare il cumulo di ossa del mondo.

Cenere sopra la spazzatura, spazzatura sopra il carbone, il carbone dentro al fuoco, il fuoco sopra il nulla.

Devoto e misterioso contratto con la morte. La vita è ineluttabile quanto la morte. Nascere dal caos  e precipitare di nuovo nel tetro.

Solitudine di un corpo lasciato a divorare se stesso.

La saggezza deriva dall’incontro prematuro e ammonitore della morte. Sapore dolceamaro della fine scampata.

Ogni giorno incompleto è il desiderio di abbracciare la morte, e rimettere il corpo nell’ordine del Caos.

Suona piccola anima, nello specchio che ti fa paura ci sono solo ombre… proprio ciò che è inconsistente fa paura, vero? Ciò che sfugge, che è perso in un battito di palpebre. Tenere ali di colomba che hai perso prima di iniziare a volare. È dolce nell’orecchio il respiro di tua madre. Maledetta memoria che ricorda di aver vissuto e che genera rimpianti in ciò che non ha più consistenza.

Mi lascio circondare dalle ombre, è troppo sottile la linea che divide loro dalla vita. Così non saprò più se vivo, sogno, o sono già l’incubo di un’ombra senza nome.

Bonnie Richmond


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